
Ho riscritto Le ceneri di Gramsci per fare un resoconto a Pasolini con uno sguardo attuale.
Non mi paragono né mi sostituisco a lui.
Ho soltanto ricalcato il suo poema utilizzandone la struttura metrica e ritmica, citando anche, ma non tanto... perché la scrittura mi ha preso la mano.
È il mio punto di vista, oggi, a 53 anni dalle Ceneri di Gramsci.
Non mi preoccupa l’approvazione o la disapprovazione, il consenso o il dissenso, che susciterà questo scritto.
Spero invece che serva almeno da stimolo per leggere, o rileggere, uno dei testi poetici più significativi di Pier Paolo Pasolini.
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Le ceneri di Gramsci
di Pier Paolo Pasoliniun contratto editoriale mi vincola a non poter più fornire il testo di
Non è la nostra aria... ma se vuoi contattarmi...
Non è la nostra aria...
di Alberto Masala
Non dimentico mai di provenire da una società che si è mantenuta attraverso la tradizione orale.
Quando scrivo in sardo e i testi vengono cantati fra la gente, so già di affidarli a un meccanismo spersonalizzante in cui ogni interprete ha il diritto di adattare il testo alla propria espressività anche cambiandone le parole.
La perdita del nome dell'autore è il passaggio successivo. Inevitabile.
La gente canterà, ma solo pochi sapranno chi ha scritto.
Se ne perderà la proprietà e se ne conserverà una memoria funzionale.
In questo caso l'opera è uno strumento. Somiglia molto ad una pianta da innestare, un frutto da cogliere e mangiare, o lasciar marcire, o farne marmellata.
Trovo tutto ciò meraviglioso.
Quando scrivo in sardo e i testi vengono cantati fra la gente, so già di affidarli a un meccanismo spersonalizzante in cui ogni interprete ha il diritto di adattare il testo alla propria espressività anche cambiandone le parole.
La perdita del nome dell'autore è il passaggio successivo. Inevitabile.
La gente canterà, ma solo pochi sapranno chi ha scritto.
Se ne perderà la proprietà e se ne conserverà una memoria funzionale.
In questo caso l'opera è uno strumento. Somiglia molto ad una pianta da innestare, un frutto da cogliere e mangiare, o lasciar marcire, o farne marmellata.
Trovo tutto ciò meraviglioso.
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01 marzo 2008
le ceneri di Gramsci
per leggere lo scritto di Francesca Falchi (che ringrazio...)
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6 commenti:
Che meraviglia "Non è la nostra aria...". Che infinita, profonda bellezza.
Ho bisogno di parole e di silenzio intorno. Di voci forti in mezzo al rumore.
Ho (abbiamo) bisogno dei poeti.
Quelli come te.
Un abbraccio, amico mio, e tieni il vento.
Non è la nostra aria lo trovo bellissimo, inquietante, vero. E poi c'è musica. Sei un maestro
Paola
Caro Alberto,
scusa per il ritardo. In effetti ho letto il tuo Pasolini e sinceramente devo dire che è davvero importante. Perché non è un “resoconto a Pasolini” della semplice realtà contemporanea, ma piuttosto del senso di questa realtà: proprio come lui aveva fatto nelle Ceneri. E proprio come quel poemetto, il tuo è di una densità (anzi di una viscosità) che intrappola e risucchia, obbligando a leggere, rileggere, rileggere... Non solo: leggendolo sentivo te ma sentivo qua e là anche Pasolini, nel senso che ci sono delle costanti fortissime e intense (l’infanzia che conclude il poemetto è straordinariamente pasoliniana!), pur nella differenza (a cominciare da quella anagrafica che permette a te di fargli un resoconto dall’abisso che lui aveva intravisto).
Mi piacerebbe che ci fosse un’occasione perché questo poemetto emergesse in un confronto forte. Posso parlarne al centro studi dell’Archivio Pasolini? Sono ragazzi molto in gamba. Non penso a un confronto fra te e Pasolini sulle Ceneri (che non avrebbe molto senso), ma a una cosa un po’ diversa. Se mi dai il permesso, gliene parlo subito: loro organizzano un incontro ogni mese attorno a Pasolini. Credo sia davvero utile un’occasione pubblica di incontro con te, a partire da questi versi.
Ciao, a presto, e grazie,
Stefano
(...)
comunque...
volevo solo dirti che son "passata" nel tuo blog e ho fatto razzia di testi!
per cui...grazie!
questa cosa del download è sempre incredibilmente commovente per me!
(...)
so cansiada in domo tua
Ciao Alberto,
ho scaricato le tue Ceneri di Gramsci. Ci siamo conosciuti in libreria Odradek, a Sassari da Rita, e ora vado a visitare Corona de Logu segnalatomi da un'amica che è già nella mailing list.
Inseriscimi tra i tuoi contatti e se possibile tienimi informata sulle tue attività.
Adiosu
Pina Zappetto
Ciao Alberto,
ho appena scaricato le Ceneri di Gramsci e, come tu gentilmente chiedi, sono qui a lasciare una traccia del mio passaggio sul tuo sito.
Ho letto di te per la prima volta in un'intervista rilasciata da Michela Murgia. Ti citava a proposito del concetto di cultura che tu una volta hai definito come uno "strumento per organizzare il dissenso che ho dentro".
Questa affermazione ha molto a che fare con la mia vita e le sue scelte, i viaggi e il ritorno irrinunciabile.
é questo il motivo per cui ora andrò a scaricare anche gli altri testi che metti a disposizione e presto comprerò il tuo Alfabeto di Strade.
Grazie e a presto
Maria Francesca
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